Balneazione, il Difensore civico: «Sostituire le condutture delle acque nere troppo vecchie, definire una puntuale ricognizione degli scarichi abusivi e regolarizzare gli allacci privati irregolari»

Francesco Cozzi: «Serve una regia comune per garantire acque pulite e mare balneabile in tutta la costa genovese»

Garantire la piena balneabilità del mare lungo le spiagge di Genova passa attraverso una rete efficiente di depurazione e una collaborazione stretta tra gli enti competenti. È quanto ha ribadito il Difensore civico regionale Francesco Cozzi, in qualità di Garante per il diritto alla salute, intervenendo in audizione davanti alla commissione consiliare del Comune di Genova.

«Ho apprezzato lo spirito costruttivo e di collaborazione da parte di tutti i soggetti intervenuti – ha dichiarato Cozzi – per risolvere i problemi legati alla balneabilità lungo la costa. Grazie a una regia tra i diversi enti competenti, Iren potrà, una volta ottenuta la mappatura di tutti gli impianti sia di uso domestico che industriale, procedere con gli interventi necessari».
L’audizione segue la lettera inviata lo scorso 5 agosto dal Difensore civico ai vertici di Iren, all’assessore comunale all’Ambiente, ad Arpal, all’Ato Idrico della Città Metropolitana e alla Asl 3, per segnalare le criticità legate alla qualità dell’acqua nel tratto costiero genovese.
Secondo Cozzi, occorre «rimuovere ogni criticità relativa alla vetustà delle condutture delle acque nere pubbliche riscontrate da Iren, definire una puntuale ricognizione degli scarichi abusivi e regolarizzare gli allacci privati irregolari». Gli interventi di competenza pubblica, ha aggiunto, dovranno essere inseriti nel programma di intervento del Gestore presso l’Ato Servizio Idrico della Città Metropolitana, o, se non riconoscibili in tariffa, «coperti finanziariamente dal Comune, anche con il contributo della Regione Liguria».
Tra le situazioni più urgenti, il Difensore civico ha segnalato quella della spiaggia di Priaruggia, dove per quattro anni consecutivi è stato necessario vietare la balneazione. La normativa, infatti, dispone che l’acqua venga classificata “permanentemente non balneabile” dopo cinque anni consecutivi di qualità “scarsa”. «È necessario – ha insistito Cozzi – che gli enti collaborino per evitare che questo accada».
Il problema della balneabilità interessa, seppur in misura minore, anche altri tratti della costa, come Sturla Ovest, Pegli e Voltri.
Cozzi ha concluso sottolineando che «la tutela del diritto alla salute e dell’ambiente passa attraverso un impegno condiviso. Solo un’azione coordinata tra Iren, Comune, Città Metropolitana e Regione può garantire ai cittadini un mare pulito e sicuro».


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